Climatizzatore in estate: come usarlo per risparmiare senza rinunciare al fresco

Dopo i lunghi mesi invernali, l’estate viene spesso accolta con entusiasmo, nel desiderio di godersi le giornate all’aria aperta e qualche tuffo al mare. Ma non appena le temperature superano la soglia dei 30°C arrivano anche i rimpianti. Per fortuna esistono i climatizzatori a rendere sopportabili i pomeriggi più afosi… senza però perdere di vista i costi in bolletta.

Se usati senza criterio, questi impianti possono aumentare i consumi energetici e pesare notevolmente sulle spese di casa, ma ti basta leggere questa guida per scoprire come usare il climatizzatore in estate per risparmiare soldi ed energia!

Perché in estate il climatizzatore pesa sulla bolletta

I moderni climatizzatori dotati di pompa di calore sono progettati per creare un ambiente confortevole in ogni stagione, riscaldando gli spazi in inverno e rinfrescandoli in estate. A differenza di quanto si pensa, però, non creano aria calda o aria fredda dal nulla, ma la trasportano, attraverso uno scambiatore di calore e un fluido termovettore

 

È proprio questo funzionamento a stabilire il motivo per cui in genere – con alcune differenze legate al tipo d’impianto, alla condizione climatica e alla grandezza dell’ambiente da climatizzare – in estate il climatizzatore tende a costare di più. 

In inverno l’impianto sfrutta l’energia termica naturalmente presente nell’aria esterna e la trasferisce all’interno, mentre in estate deve compiere uno sforzo in più per sottrarre il calore presente nell’ambiente interno e spingerlo all’esterno, operando in condizioni già di per sé molto calde.

 

L’aumento dei consumi in estate dipende però anche da altri fattori. Le alte temperature esterne, in primis, spingono molte persone a tenere l’impianto acceso per molte ore consecutive, per ottenere una temperatura interna piacevole. In secondo luogo non è solo il calore a incidere sullo sforzo compiuto dal dispositivo, ma le condizioni ambientali stesse, come i raggi del sole che colpiscono direttamente finestre e pareti, l’umidità che aumenta il calore percepito, l’uso di elettrodomestici e la presenza di persone che alzano la temperatura interna. Aspetti che incidono più in estate che in inverno.

La temperatura giusta: quanti gradi impostare davvero

Quando fuori le temperature sono torride, il tuo primo istinto potrebbe essere quello di piazzarti sul divano e impostare il condizionatore sulla temperatura più bassa possibile. Così facendo però, aumenteresti di molto lo sforzo che l’impianto dovrebbe compiere per rinfrescare l’ambiente, poiché il divario tra temperatura esterna e interna richiederebbe un consumo maggiore di kW

 

Mentre per gli edifici pubblici il D.P.R. 74/2013 impone una temperatura minima di 26°C (con una tolleranza di 2°C), non esiste una regola specifica anche per gli ambienti domestici. È comunque consigliato non scendere al di sotto dei 26°-24°C totali, non solo per limitare i costi, ma anche per non pesare eccessivamente sull’impianto. Si tratta comunque di una temperatura perfettamente in grado di garantire il giusto comfort, soprattutto se l’azione di raffreddamento è associata alla modalità di deumidificazione

 

Mantenere un divario moderato tra interno ed esterno è raccomandata anche per  impattare meno sull’ambiente ed evitare sbalzi di temperatura potenzialmente rischiosi per la salute.

Modalità che fanno la differenza: deumidificazione, eco, notte

Un altro aspetto che ti aiuta a risparmiare sulla bolletta in estate è la gestione corretta delle modalità di utilizzo del tuo climatizzatore. La maggior parte degli impianti – soprattutto quelli più recenti – sono dotati di modalità e tecnologie specifiche che permettono di ottimizzare i consumi. 


  • Modalità deumidificazione: in condizioni ambientali particolari il calore può essere percepito in modo diverso dall’effettivo dato numerico. Uno dei fattori che influenzano di più questo aspetto è l’umidità, ossia la concentrazione di vapore acqueo nell’aria, che peggiora la sensazione di afa durante i mesi estivi. La modalità di deumidificazione permette di rinfrescare l’ambiente con un consumo e un costo inferiori, in quanto richiede meno energia rispetto alla funzione di raffreddamento. 


  • Modalità Eco: riconoscibile anche con la dicitura “risparmio energetico”, questa modalità agisce abbassa alcuni parametri preimpostati del condizionatore, riducendo per esempio la potenza del compressore, alzando la temperatura e rallentando leggermente le ventole. Sebbene questo comporti performance un po’ più basse e tempi di risposta leggermente più lunghi per raggiungere la temperatura desiderata, permette anche di diminuire i consumi e i costi in bolletta


  • Modalità Notte: in molti casi le alte temperature non aiutano a dormire sonni sereni, motivo per cui almeno un’unità di climatizzazione interna viene in genere installata in camera da letto. Poiché le temperature del corpo in stato di sonno sono diverse rispetto alla veglia, il funzionamento notturno del condizionatore va impostato su parametri adeguati. Questi sono rappresentati dalla “modalità notte”, caratterizzata da una temperatura leggermente più alta e da ventole meno potenti, in modo da ridurre la rumorosità dell’impianto. In seguito il condizionatore si spegne da solo, garantendo un comfort che rispetta il sonno… e il portafogli! 


  • Accensione e spegnimento personalizzati: spesso non sono i parametri impostati a gravare sulla bolletta, ma le modalità stesse di utilizzo del climatizzatore, come per esempio tenerlo acceso molte ore di fila o spegnerlo e riaccenderlo in continuazione, con il rischio di affaticare il compressore nel tentativo di raggiungere di volta in volta la potenza giusta. Molti condizionatori sono dotati di timer che permettono di personalizzare le modalità d’uso dell’impianto, a seconda delle proprie abitudini o esigenze. A questa funzione si associa la tecnologia inverter, presente in molti condizionatori moderni. L’inverter agisce sulla potenza del compressore, permettendogli di rallentare e procedere a una potenza moderata, mantenendo stabile la temperatura senza picchi di intensità.

Manutenzione che taglia i consumi: filtri, ricarica, controlli

Come molti altri apparecchi elettrici, il climatizzatore è soggetto a una naturale usura nel tempo, soprattutto se viene utilizzato sia in inverno che in estate. Per garantire il suo corretto funzionamento è fondamentale sottoporlo a una  manutenzione regolare da parte di tecnici specializzati, capaci di effettuare un check up completo dell’impianto, valutare lo stato di ogni suo componente e procedere con disostruzioni, pulizia di filtri e ventole e sanificazione dell’impianto. In questa fase è importante esaminare anche il livello del gas refrigerante all’interno del circuito, ricaricandolo se necessario. 

 

Mentre le operazioni di pulizia possono essere effettuate autonomamente, attraverso il semplice lavaggio con acqua e sapone neutro e l’utilizzo di spray sanificanti facilmente reperibili in commercio, il rabbocco del gas refrigerante può essere eseguita solo da un tecnico dotato di certificazione F-gas, secondo il DM 32/2021, poichè basta anche solo un piccolo errore per rilasciare nell’atmosfera un gas altamente inquinante.

Climatizzatore e fotovoltaico: raffrescare con l'autoconsumo

La crescente attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale ha favorito l’utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili, come nel caso dei pannelli fotovoltaici, che convertono i raggi solari in energia da utilizzare subito o – a patto di disporre di di apposite batterie d’accumulo – da conservare. 

 

Malgrado l’elevata spesa iniziale per l’installazione di questi impianti, si tratta di un investimento a lungo termine, soprattutto se tieni conto del fatto che con questo sistema puoi alimentare svariati impianti ed elettrodomestici, tra cui i condizionatori, con notevoli vantaggi: 

 

  • Risparmio: grazie ai pannelli solari puoi tagliare i costi in bolletta, sfruttando una fonte di energia rinnovabile per alimentare il climatizzatore. 
  • Sostenibilità: utilizzare una fonte di energia pulita al posto dei combustibili fossili ti permette di diminuire l’impatto ambientale e le emissioni di CO2.  
  • Autonomia: l’uso di pannelli solari non garantisce la piena autonomia, ma puoi raggiungere comunque un alto livello di indipendenza energetica. In questo modo risentirai meno delle fluttuazioni dei mercato e dei cambiamenti di prezzo nel corso degli anni. 

 

Per sostenere gli sforzi energetici di un intero impianto di climatizzazione è necessario però che i pannelli siano abbastanza performanti. Covercare può guidarti anche in questa fase decisionale: richiedi una consulenza personalizzata per valutare l’esposizione della tua casa alla luce del sole e le necessità energetiche del tuo impianto di climatizzazione.

Dati alla mano, ti proporremo infine le migliori soluzioni per una climatizzazione efficiente e a impatto contenuto!

Piccole abitudini che abbassano la spesa del condizionatore

C’è chi pensa che il risparmio non dipenda dai piccoli gesti quotidiani, ma bastano anche dei piccoli accorgimenti per ottimizzare i consumi del tuo impianto di climatizzazione e abbassare i costi. 

 

  • Installa un impianto adatto: in fase di acquisto, assicurati di scegliere un modello adatto di climatizzatore. La potenza non deve essere troppa, per fare in modo che l’impianto non raggiunga la temperatura desiderata troppo in fretta, ma nemmeno limitata, per non affaticarlo nel tentativo di rinfrescare l’ambiente.
  • Migliora l’isolamento termico della casa: se l’edificio presenta delle dispersioni termiche, il rischio è che il climatizzatore debba lavorare di più, consumando grandi quantità di energia. Per ridurre i costi, è necessario che la tua abitazione sia efficiente dal punto di vista energetico, capace di mantenere l’ambiente fresco in estate e caldo in inverno. Prima di installare un condizionatore potente, dunque, valuta la necessità di intervenire con lavori di isolamento mirati. 
  • Tieni chiuse porte, finestre e tende: per ottimizzare l’efficienza del condizionatore ed evitare sprechi,  arieggia casa la mattina presto e la sera tardi, tenendo chiuse porte e finestre nelle ore più calde. Utilizza tende oscuranti, tapparelle o persiane (compatibilmente con le tue esigenze di luce) per ridurre il calore all’interno degli ambienti. 
  • Valuta l’utilizzo di un ventilatore: poiché il ventilatore consuma meno rispetto a un impianto di climatizzazione vero e proprio, puoi utilizzarlo come alternativa nelle giornate meno calde, oppure combinarlo al condizionatore, mantenendo un po’ più alta la temperatura di quest’ultimo e favorendo il ricircolo dell’aria tramite le ventole.

Climatizzatore in estate: FAQ

Per gli edifici a uso privato non è prevista una normativa specifica che regoli la temperatura ideale del condizionatore. Quella consigliata si aggira attorno ai 26°C, per trovare un equilibrio tra consumi ed esigenze di comfort, riducendo al tempo stesso il divario tra temperatura esterna e interna.

Dipende. Se l’assenza da casa si protrae per ore è meglio spegnere l’impianto, mentre per una breve assenza è consigliato tenerlo acceso (meglio ancora se impostato sulla funzione di deumidificazione o sulla modalità Eco), in modo da non affaticare il compressore, che impiega tempo ed energia per riavviarsi ogni volta.

Sì, utilizzare la modalità di deumidificazione comporta un consumo inferiore rispetto alla climatizzazione standard. Il suo scopo, infatti, non è raffrescare l’ambiente, ma ridurre la concentrazione di vare acqueo nell’aria, un’operazione che generalmente richiede meno energia. Il compressore non lavora a piena potenza, la ventilazione spesso è meno intensa il comfort percepito migliora. L’efficacia di questa modalità dipende però dalle condizioni ambientali specifiche: in caso di alte temperature, potrebbe infatti non essere sufficiente.

Per gli edifici abitativi non c’è una legge che stabilisce la frequenza precisa di manutenzione dell’impianto di climatizzazione, ma esiste un decreto (il D.P.R. 74/2013) che afferma la necessità di rispettare le indicazioni del fabbricante e della ditta di installazione. In genere è consigliato effettuare dei controlli almeno una volta l’anno, tramite un tecnico abilitato che nei casi previsti annoti l’intervento sul libretto dell’impianto.

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